Utilizzo degli apparecchi acustici: una fotografia della società

Apparecchi acustici

Lo sapevi che è stimato che al mondo 700 mila persone avranno una perdita uditiva invalidante entro il 2050?

Proprio così. 700 mila persone. Lo conferma una ricerca recentemente pubblicata da Word Health Organization, che ha stimato quante persone, nei prossimi 30 anni, saranno afflitte da una perdita uditiva invalidante. E con questo termine, ovviamente, s’intende una menomazione dell’organo uditivo tale da compromettere lo svolgimento di attività quotidiane. Nel caso di ipoacusia, la percentuale d’invalidità è correlato al grado di decibel. Nei prossimi paragrafi, sveleremo dati scientifici che rilevano che pochissimi di loro (1 persona su 3), stando alle statistiche attuali, chiederanno aiuto e utilizzeranno apparecchi acustici.

Cosa porta un numero così considerevole di persone alla perdita uditiva?

Non riconoscere problemi uditivi: dati scientifici

Tra le maggiori cause che alimentano la disfunzione dell’organo c’è il ritardo o la totale assenza di diagnosi sul problema. Si stima, secondo l’inchiesta “MarkeTrak10” della National Center for Biotechnology Information, che tra i primi segnali di calo dell’udito e l’applicazione degli apparecchi acustici vi sia una distanza temporale di almeno 6 anni. Un lasso di tempo considerevole, durante il quale l’organo interessato può subire danneggiamenti ulteriori. A questo dato, va aggiunta la drastica fotografia di EHIMA nel 2020: solo 1 persona su 3 con perdita dell’udito utilizza apparecchi acustici, e osservando in quali fasce d’età si concentra questa tendenza, scopriamo che sono spesso i giovani a non riconoscere il proprio disturbo o evitare di ricorrere all’apparecchio acustico.

Dal grafico notiamo che tra gli under 45 solo il 35% di soggetti con problemi di udito porta apparecchi acustici e il dato scende addirittura al 31,1% nella fascia dai 45 ai 65. L’andamento migliora per gli over 65, che mostrano una maggiore predisposizione a chiedere aiuto: quasi una persona su due, il 49,5%, utilizza una soluzione acustica.

Reticenza nei confronti degli apparecchi acustici: le cause

Perché così tante persone sono restie a ricorrere ad apparecchi acustici? È la domanda che muove una ricerca di Fidelity Study che prende il nome di “Barriers and Triggers”. Tra le cause principali riportate dal campione, vi è la convinzione che non sia urgente porre rimedio ai primi segnali di problemi di udito, che si possa aspettare a chiedere aiuto (34,8%). Ma anche la diffidenza e la mancanza di fiducia nei confronti del soluzione uditiva gioca un ruolo importante (21,5%). A ruota, tra le cause più ricorrenti si elencano i costi inaccessibili, l’ansia dello stigma sociale e la paura di non comprendere il mondo degli apparecchi acustici.

Altri problemi diffusi tra gli utilizzatori degni di nota:

  • Il 40% degli utilizzatori ha difficoltà a inserire nel modo corretto gli apparecchi acustici.
  • Un inserimento non corretto dell’apparecchio acustico riduce il beneficio complessivo di ascolto e causarne feedback indesiderati.
  • Basso appeal estetico e disagio sono tra i primi motivi per cui le persone smettono di utilizzare gli apparecchi acustici.

Ecco perché è importante rivolgersi ad un professionista qualificato per avviare il giusto percorso audioprotesico. Consulta i consigli del Dott. Elia Sambin, fondatore di Gaudeo, per risolvere eventuali problemi del tuo apparecchio acustici.

Auricolari

Gli “auricolari” possono essere un’alternativa agli apparecchi acustici?

Certamente possono essere un mezzo per introdurre il paziente nel mondo degli apparecchi acustici: il 58% indossa auricolari o cuffie, per supportare l’ascolto specialmente di Tv e telefono, prima di passare alle soluzioni acustiche. (Fidality Study – Barriers and Triggers, 2021).

Inoltre, gli auricolari sono percepiti come semplici e socialmente accettati. Molti, invece, non vogliono un apparecchio acustico tradizionale ma sono potenzialmente interessati a soluzioni discrete e all.in.one. È stato rilevato, inoltre, che il 48% dei pazienti dopo una diagnosi di ipoacusia preferisca soluzioni su misura.

Apparecchi acustici

Contesti rumorosi e apparecchi acustici

Il rumore rimane la sfida principale per gli apparecchi acustici, un fronte sul quale questo settore necessita continua ricerca e perfezionamenti.

Ecco alcune inchieste realizzate su portatori di apparecchi acustici:

  • Secondo un’inchiesta del 2018 di EuroTrack, l’ascolto con soluzioni acustiche in ambienti rumorosi rimane all’ultima posizione nelle classifiche stilate dagli intervistati, dove si chiedeva di valutare diverse situazioni e realizzare una scala legata al grado di soddisfazione degli apparecchi.
  • Tra i 2000 portatori di supporti acustici coinvolti in uno studio condotto da Manchaiah and colleagues nel 2021, la maggior parte ha classificato la soddisfazione dell’ascolto nel rumore come la prima caratteristica a cui si deve tenere conto quando si valuta l’acquisto di un apparecchio acustico.
  • Sulla scia di questi risultati, la ricerca Appelton-Huber del 2022 ha costatato che è proprio la comprensione del parlato in ambienti rumorosi l’aspetto meno soddisfacente dell’utilizzo di apparecchi acustici. A riprova che, ancora una volta, la principale sfida degli apparecchi acustici è mettere a proprio agio l’utilizzatore di questi dispositivi anche in contesti chiassosi.

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Gaudeo: un mondo sempre aggiornato

Ogni informazione del presente articolo è stata raccolta nel corso dell’incontro seminariale organizzato da Beltone, un realtà con cui collaboriamo e che ci fornisce prodotti di ottima qualità. Noi di Gaudeo facciamo dell’aggiornamento continuo uno dei nostri valori fondanti. Analizzare dati, comprendere la realtà che ci circonda, è fondamentale per permetterci di andare in contro al meglio alle esigenze del cliente.

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